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The Roman Venice - la rete d’impresa per il territorio altinate

Martedì 10 aprile, presso il nuovo Museo Archeologico Nazionale di Altino è stato firmato il Protocollo di intesa tra il Museo stesso e la nuova Rete di imprese The Roman Venice.

Un progetto ambizioso che unisce 12 attori variegati: strutture ricettive (Residence Venice, Borgo Ca’ dei Sospiri, Relax&Venice, Agriturismo Colombera, Park Hotel Junior, Crowne Plaza Venice East, Best Western Hotel Airvenice, Hotel Ambra), ristoranti (Da Odino), una linea di navigazione (Laguna Fla), il Consorzio Venezia Nativa, la filiera Anticamente con il suo Pane Coraggioso, Perencin con il suo negozio di abbigliamento e infine un collosso della formazione riconosciuto a livello internazionale quale H-FARM Education.

Mai più calzante fu il motto "l’unione fa la forza". La mission della Rete è la valorizzazione dell’area altinate - Altino, Quarto d’Altino, la Laguna Nord - un territorio ricco di storia, bellezze naturali e potenzialità inespresse che purtroppo viene eclissato dall’ingombrante presenza della vicina Venezia, preferita dal turismo mordi e fuggi.

Di qui la prima proposta di pacchetto turistico alternativo il Roman Venice Weekend studiato su 3 giorni dal venerdì alla domenica. Si comincia “mettendo le mani in pasta” per fare il pane con i grani antichi nel laboratorio di Anticamente a Roncade e si prosegue al ristorante “da Odino” a Quarto d’Altino con una vera cena romana di duemila anni fa, accompagnati dalle spiegazioni di un’esperta archeologa per un viaggio nel tempo di natura culinaria; il sabato si parte con una visita nel rinnovato Museo Archeologico di Altino, ci si imbarca poi in un tipico bragozzo e si naviga nella Laguna Nord con tappa a Burano per far visita alle magistrali merlettaie. Infine, la domenica, full-immersion nel ‘500 veneziano con una visita guidata di Palazzo Grimani.

Chiare le parole di Daniele Ferrara, Direttore del Polo Museale Veneto: “L’intesa che firmiamo oggi concretizza ulteriormente lo scopo di questo progetto: la creazione di flusso, la divulgazione del nostro patrimonio archeologico e la proposta di itinerari alternativi. Per poter sopravvivere ad una presenza sempre più “fagocitante” di Venezia, lavorare in rete rappresenta la possibilità di far conoscere maggiormente il nostro territorio, la laguna Nord e la stessa Venezia da prospettive diverse. Esiste un turismo nuovo e più lento, votato ad esperienze più fuori dal coro: bisogna essere presenti con offerte di interesse, alternative, e coltivare le potenzialità del territorio per intercettare e canalizzare nuovi flussi turistici.

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In principio fu il bàcaro, tipica osteria veneziana, dove i vèci - uomini di tutte le età, non necessariamente "anziani" come potrebbe suggerire il termine - si trovavano per bere un (uno? Ahahah, in Veneto? Quando mai?!) bicchiere di vino - ómbra - e mangiare qualche stuzzichino - cichéto.

Ci sono un grafico e un pizzaiolo. No, non è l’inizio di una barzelletta, al contrario, è l’inizio di una storia meravigliosa che parla di passione per i cereali antichi e dell’importanza di preservali per ritornare ad un rapporto più autentico con la terra che li produce. È Anticamente.